Scopri Pierre Bonnard: vita, stile ed eredità artistica

Figura di primo piano della pittura francese di fine Ottocento e della prima metà del Novecento, Pierre Bonnard occupa un posto singolare tra l'eredità impressionista e le audacie dell'arte moderna. Colorista impareggiabile e membro del gruppo dei Nabis, dedicò la sua opera alla luce, al colore e alla vita quotidiana, trasformando le scene più intime in composizioni di grande ricchezza cromatica. A lungo discusso dalla critica, oggi la sua arte si impone come una delle più originali e delle più libere del suo tempo, al tempo stesso profondamente radicata nel reale e protesa verso l'autonomia del colore.

Un percorso tra diritto e pittura

Nato il 3 ottobre 1867 a Fontenay-aux-Roses, in una famiglia della borghesia colta, Pierre Bonnard intraprende dapprima studi di giurisprudenza prima di dedicarsi pienamente alla pittura. Questa duplice formazione testimonia un ambiente in cui l'arte non era subito considerata come una carriera, ma dove la cultura e il disegno occupavano un posto naturale fin dall'infanzia.

Frequenta l'Académie Julian e poi l'École des Beaux-Arts di Parigi, dove incontra diversi giovani artisti destinati a contare a lungo nella sua vita. È nel corso di questi anni di formazione che afferma un gusto per la linea flessuosa e il colore steso a piatto, alimentato dalla stampa d'arte e dal manifesto nascente. Nel 1891, il suo manifesto France-Champagne lo fa conoscere e illustra già il suo senso dell'arabesco e della composizione decorativa, un successo che non sfuggì a Toulouse-Lautrec.

Dipinto La Femme au Chien - Pierre Bonnard | Riproduzione
Dipinto La Femme au Chien - Pierre Bonnard | Riproduzione — riproduzione Artem Legrand

Questi primi successi orientano Bonnard verso un'arte in cui la pittura da cavalletto dialoga con le arti grafiche. Lungi dal separare i generi, concepisce molto presto il suo lavoro come un'esplorazione continua dei rapporti tra forma, colore e spazio, una preoccupazione che non lo abbandonerà più.

Bonnard e l'avventura dei Nabis

A cavallo degli anni Novanta dell'Ottocento, Bonnard entra a far parte del gruppo dei Nabis, accanto a Maurice Denis, Édouard Vuillard, Paul Sérusier o Ker-Xavier Roussel. Ispirati dall'esempio di Gauguin e dalla sintesi delle forme, questi giovani pittori cercano di superare la semplice imitazione della natura per privilegiare il colore, il ritmo e la dimensione decorativa dell'opera. Lo stesso termine « nabi », mutuato dall'ebraico, designa i « profeti » di un'arte rinnovata.

Ambroise Vollard, Pierre Bonnard
« Ambroise Vollard », Pierre Bonnard — Fondazione e Collezione Emil G. Bührle

Appassionato di stampe giapponesi, Bonnard fu soprannominato dai suoi compagni il « Nabi molto giapponese », a causa dell'influenza del giapponismo sulla sua arte: inquadrature inattese, colori stesi a piatto, arabeschi e spazi serrati. Durante questo periodo, non si limita alla tela ma esplora la litografia, l'illustrazione, i paraventi e le arti decorative, in uno spirito di superamento dei confini tra le discipline caratteristico del movimento.

Con Vuillard in particolare, Bonnard è associato all'intimismo, quella pittura attenta agli interni, ai gesti ordinari e all'atmosfera ovattata delle case. Questa attenzione al quotidiano, che avrebbe potuto sembrare modesta, diventa in lui il punto di partenza di una ricerca pittorica ambiziosa, in cui l'apparente banalità di una scena si carica di un'intensità visiva inattesa.

Il colore, la luce e il quotidiano

L'opera di Bonnard si nutre instancabilmente del reale più prossimo: interni, tavole imbandite, giardini, finestre aperte e figure familiari. Dipingeva raramente dal vero, preferendo lavorare a memoria, a partire da appunti e schizzi, per restituire non l'apparenza esatta di una scena, ma la sensazione cromatica che essa aveva lasciato in lui. Questo metodo spiega la libertà delle sue composizioni, in cui la percezione prevale sulla descrizione.

Ambroise Vollard, Pierre Bonnard
« Ambroise Vollard », Pierre Bonnard — Musée d'Orsay

La figura di Marthe, la sua compagna di tutta una vita che sposò nel 1925, attraversa la sua opera, in particolare nella lunga serie delle bagnanti e dei nudi nell'interno. Queste tele, in cui l'acqua, le piastrelle e la luce sembrano dissolversi in vibrazioni cromatiche, figurano tra le sue realizzazioni più ammirate e più commentate, tanto conciliano l'intimità del motivo e l'audacia della pennellata.

A partire dagli anni Venti, Bonnard soggiorna di frequente nel Midi e si stabilisce a Le Cannet, in una villa che chiama « Le Bosquet ». La luce mediterranea vi intensifica la sua tavolozza: gialli, aranci, malva e verdi vi si dispiegano con una libertà crescente. Le nature morte floreali, come quelle che si ritrovano in riproduzioni quali Renoncules au Vase Bleu, prolungano questa ricerca di un colore pienamente autonomo, in cui il bouquet diventa pretesto per un accordo cromatico.

Mercato dell'arte, ritratti e posterità

Dipinto Renoncules au Vase Bleu - Pierre Bonnard | Riproduzione
Dipinto Renoncules au Vase Bleu - Pierre Bonnard | Riproduzione — riproduzione Artem Legrand

Sostenuto da mercanti influenti, tra cui la galleria Bernheim-Jeune e Ambroise Vollard, Bonnard gode piuttosto presto di un riconoscimento che gli assicura una relativa indipendenza. Vollard, mercante ed editore appassionato, gli commissiona ambiziosi libri illustrati e fu anche il modello di un celebre ritratto, in cui il pittore coglie la presenza massiccia e pensosa di questa grande figura del mercato dell'arte. Questi legami ricordano il ruolo decisivo che le gallerie giocarono nella diffusione dell'arte moderna.

Ritrattista sensibile e osservatore attento degli esseri come degli animali, Bonnard ha moltiplicato le scene di figure nel loro ambiente familiare. Opere come La Femme au Chien, oggi proposta in riproduzione, illustrano questo gusto per l'intimità domestica, in cui la presenza di un animale partecipa pienamente all'equilibrio della composizione e al suo calore.

Morto il 23 gennaio 1947 a Le Cannet, Pierre Bonnard lascia un'opera considerevole, per un certo tempo eclissata dalle avanguardie più teoriche del Novecento prima di essere pienamente rivalutata. Le sue tele figurano oggi nei grandi musei, in Francia come all'estero, e continuano a ispirare per la loro audacia cromatica e la loro dolcezza. Riscoprire Bonnard significa misurare quanto la pittura del quotidiano, sostenuta da un colore sovrano, possa raggiungere l'universale.

Scoprite l'insieme delle riproduzioni di dipinti di Pierre Bonnard.

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